Premio G. Tabò

La proclamazione del vincitore di questa X edizione avrà luogo domenica 10 giugno alle 20.00 a Officine Fotografiche Roma, via Giuseppe Libetta, 1. 

Il premio, dedicato alla memoria dell’appassionato fotografo e organizzatore di FotoLeggendo, Gianni Tabò, è un concorso al miglior portfolio riservato a fotografi che non abbiano superato i 44 anni d’età, senza distinzione tra amatori e professionisti. I partecipanti possono sottoporre a giudizio un solo lavoro che, nel mese di giugno, prende parte ad una preselezione, presso l’associazione culturale Officine Fotografiche Roma.

Tra i lavori pervenuti, ad insindacabile giudizio di una giuria composta da docenti di Officine Fotografiche Roma, un rappresentante di Controchiave ed esperti esterni, ne vengono scelti due che sono esposti all’edizione di FotoLeggendo dell’anno in corso. Il Premio Tabò viene poi attribuito ad uno dei due lavori finalisti dagli esperti incaricati delle letture dei Portfolio. Al vincitore andrà un premio in denaro di Euro 1.500,00 e al secondo classificato una 300 euro in libri fotografici.

Dopo un attento esame dei 325 portfolio ammessi, la Giuria ha deciso di ammettere a FotoLeggendo 2018, i seguenti progetti

“ Oyster ” di Marco Marzocchi, con la seguente motivazione: “Attraverso un diario visuale complesso e ben articolato l’autore ha rivelato il suo disagio personale ricostruito attraverso la memoria di bambino che arriva diretto alla mente dell’osservatore”.

-196° - The pioneers of resurrection” di Giuseppe Nucci, con la seguente motivazione:

Atmosfere informative e suggestive e sono alla base del tema della crioconservazione nel palcoscenico del contemporaneo che l’autore ha trattato in modo vivido e penetrante, guardando al racconto anche con gli occhi dell’osservatore”. 

La Giuria ha deciso inoltre di assegnare una Menzione Speciale, senza diritto all’esposizione, al seguente portfolio:

 

“Santabarbara” di Simone D’Angelo di Anagni (FR) con la seguente motivazione:

“Integrando immagini pure ed essenziali d’archivio e del presente, l’autore ha ricostruito con forza espressiva la storia di una importante industria bellica italiana che ha dato origine alla provincia su cui è sorta”.

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