Temporary Wall

Nel corpo dell’immagine
29 maggio 2018
Alessandro Cosmelli e Gaia Light
29 maggio 2018


La mostra Temporary Wall raccoglie l'impegno degli studenti della Scuola Biennale di Fotografia di Officine Fotografiche, che hanno terminato gli studi a maggio 2018 e presentato un proprio lavoro personale alla fine dei due anni di corso. 
Questa piccola esposizione è un riassunto del risultato dei loro sforzi, e tenta di riflettere anche le scelte di ognuno degli studenti riguardo l'istallazione e la fruizione del proprio lavoro, adattandolo agli spazi ed allo spirito del Festival.

 

Francesco Frugoni 

TRACCE DI SEGNI 
 
Ogni luogo vissuto porta impresse tracce di esistenza, di persone, di oggetti; sono impronte che diventano segni, a tratti impercettibili, a tratti palesi e marcati; possiamo vederli  fisicamente impressi nelle “cose” o percepirne la presenza grazie ad una luce o a quella sensazione di “tempo cristallizzato” che parla di qualcosa che è appena accaduto e che in qualche modo permane.
 
 

Danilo Rea

L’ALBERO NASCONDE LE SUE RADICI 
 
L’ albero nasconde le sue radici è un’esplorazione fotografica della mia terra natia attraverso gli oggetti e i luoghi che mi collegano ad essa, insieme agli autoritratti. È un tentativo di rispondere ad alcune delle domande più profonde sulla mia vita: trovare me stesso e il mio posto nel mondo. Un processo di crescita che rivisita l’infanzia, il vuoto dell’adolescenza e la solitudine. Lavorando con la pellicola in bianco e nero, spero anche di trasmettere un senso di nostalgia per la mia terra d’origine: una nostalgia che è aumentata solo quando sono cresciuto.
 

 

Alice Fiorenza

L'ISOLA DELLE CREATURE SELVAGGE
 
L'isola delle creature selvagge racconta i boschi della Sardegna in cui sono cresciuta e le creature, le maschere
della sua tradizione. E ispirata al libro per bambini “Nel paese delle creature selvagge” di Maurice Sendak, mostro nelle mie fotografie le atmosfere di luoghi selvaggi, e la curiosità cauta dello scoprire esseri sconosciuti e posti incontaminati dove liberare la propria immaginazione.
 
 

Giordana Citti 

RIABITARSI
 
L'avvicinamento tra corpi e statue nasce dal desiderio di creare un legame “carnale” tra loro, un'intimità che li renda complici della stessa vicenda: un cambio di abitazione. Nei montaggi realizzati in camera oscura, la materia carnale e scultorea della quale sono rivestiti si fonde e diviene la medesima per un frammento di corpo, quello in cui si sovrappongono  fisicamente nel fotogramma. Le statue con i loro evidenti segni di frattura dovuti al passaggio del tempo e ai continui trasferimenti hanno una familiarità con le imperfezioni dei corpi della mia famiglia anch'essi abitati da segni peculiari: le vene delle mani, le pieghe e i solchi che si formano fra la pelle, la postura, i tatuaggi: ciò di cui ci vestiamo anche quando siamo nudi.
 

BIO

Fotografie di: Giordana Citti, Francesco Frugoni, Danilo Rea, Alice Fiorenza, 


Inaugurazione


venerdì 8 giugno ore 18.00

Nelle tre giornate inaugurali le mostre osserveranno il seguente orario: venerdì 8 giugno, dalle 18 alle 22, sabato 9 e domenica 10 giugno, dalle 10 alle ore20.

 

Spazio


Officine Fotografiche Roma

via Giuseppe Libetta, 1, 00154 Roma