Michela Battaglia e Stefano De Luigi

Igor Posner
29 maggio 2018


 Babel

di Michela Battaglia e Stefano De Luigi

a cura di Chiara Oggioni Tiepolo

 

 

Quasi nessuno ricorda i nomi degli attentatori del Bataclan. Ma la nazionalità sì. Sono i protagonisti di una cesura netta, fondamentale, fra quello che fu e quello che è. Sono le persone che ci hanno portato a coniare lo slogan terroristi in casa nostra. Non venuti da fuori, non stranieri, non estranei.

Sbagliato. Loro sono estranei, perché da tali sono trattati, anche se nati e cresciuti in una di quelle capitali illuminate che hanno fatto dell’integrazione il loro vanto.

Sarebbe errato, per quanto facile, attribuire tutta la colpa a un soggetto solo. Sarebbe ancora una volta distogliere lo sguardo e utilizzare uno stratagemma che autoassolve.

Questa storia comincia a Parigi, alla vigilia del giorno che ha mutato le regole del perdono rivolto a se stessi. Perché si poteva prevedere sarebbe arrivato.

Giovani europei che si sono “radicalizzati”. Nella speranza di un futuro migliore, qui o in un’altra dimensione, per se stessi e i propri cari.

Giudizi preconfezionati scorrono sui mezzi di informazione e alimentano il concetto di un altro da sé con cui non si può, non si deve scendere a compromessi. Perché ci distruggerà. Anche se he la faccia di ragazzo, il desiderio di sentirsi protagonista, il nervosismo tipico di un’età, la rabbia e la frustrazione di vedersi preclusa la realtà che lo circonda.

Poco conta che la propaganda Daesh, guarda caso, abbia fatto propri i concetti del nostro marketing. Qualcosa di simile a quegli stessi manifesti pubblicitari che campeggiano nelle metropolitane.

Michela Battaglia e Stefano De Luigi ci costringono a questa analisi, regalando delle immagini gradevoli all’impatto che deflagrano a uno sguardo più attento. Mimmo Rotella strizza l’occhio ai videogiochi. La leggiadria dell’estetica alza il velo su un pensiero denso, che resta appiccicato addosso anche se non lo si vuole, in una sequenza di piani di lettura che costringe alla riflessione. Due generazioni distinte, diverse abitudini di linguaggio, contaminazioni distanti fra loro. Ma una profondità quasi simbiotica.

BIO

Michela Battaglia (Palermo,1982) dopo avere conseguito la laurea magistrale in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Palermo nel 2009 si trasferisce a Milano per dedicarsi alla fotografia.

Nel 2012 pubblica il libro Storie di Mafia, Postcart Edizioni. I suoi lavori sono stati esposti sia in Italia che all’estero.

Nel 2013 si sposta a New York dove si diploma all’International Center of Photography. Vive a Milano.

 

 

Stefano De Luigi (Colonia, 1964) vive a Parigi dal 1989 al 1996 dove lavora per il Museo del Grand Louvre. Ha al suo attivo diversi libri: Pornoland

(Thames&Hudson, 2004), Blanco (Trolley, 2010), iDyssey (Bessard Edition, 2017)

Tra i vari riconoscimenti ha vinto 4 volte il World Press Photo, lavora con diverse testate internazionali come New Yorker Geo Paris Match Stern. Ha esposto i suoi lavori a New York Parigi Ginevra Roma.

È fotografo dell'agenzia VII dal 2008. Vive a Parigi.


Inaugurazione


venerdì 8 giugno ore 18.00

Nelle tre giornate inaugurali le mostre osserveranno il seguente orario: venerdì 8 giugno, dalle 18 alle 22, sabato 9 e domenica 10 giugno, dalle 10 alle 22.

Orari


Dall' 11 al 28 giugno 2018
dal martedì al sabato

dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30
sabato 15.30 alle 19.30

domenica chiuso  

 

Spazio


Officine Fotografiche Roma

via Giuseppe Libetta, 1, 00154 Roma