Carlo Lombardi

Carlos Spottorno
29 maggio 2018
Cédric Calandraud
29 maggio 2018


DEAD SEA

di Carlo Lombardi

PREMIO FOTOLEGGENDO 2017

Mostra curata da Eliana Bambino

 

La tartaruga Caretta caretta è diffusa nei mari e negli oceani di tutto il mondo e sceglie di nidificare nelle regioni temperate e subtropicali. È la specie di tartaruga marina più abbondante del Mediterraneo, le cui più importanti aree di riproduzione sono in Grecia, Turchia, Libia e Cipro. Dal 2015 è stata inserita nella lista rossa dell'IUCN (International Union for the Conservation of Nature) ed è stata classificata come vulnerabile: si stima infatti che la popolazione mondiale sia in diminuzione.

Questi animali sono sensibili a molte delle attività umane: l'antropizzazione delle coste, la cementificazione, il disorientamento causato dalla luce artificiale nei siti di riproduzione, l'inquinamento, i patogeni, il riscaldamento globale (l’aumento della temperatura della sabbia all’interno dei nidi influenza il sesso dei nascituri), il turismo e la pesca accidentale costituiscono le principali minacce per questa specie.

La subpopolazione del Mediterraneo si sviluppa maggiormente lungo le coste del bacino orientale, con pochi nidi registrati nel bacino occidentale. Le zone più frequentate sono la piattaforma continentale tunisina, il Mar Adriatico, lo Ionio, l'area tra le isole Baleari e il Mare di Alboran, la piattaforma continentale egiziana e la costa turca. Ogni anno si contano circa 150 mila catture (le tartarughe marine sono vittime del bycatch, la pesca accidentale con ami e reti, in particolare palangrese derivante, strascico, palangrese di fondo e reti fisse) e 40 mila morti dovute, appunto, alla pesca ma anche alla collisione con le barche e all’ingestione di pezzi di plastica.

Ma se l'uomo in questa storia ha il ruolo di carnefice, possiede anche tutti gli strumenti per porre fine a questo massacro: esiste una rete di professionisti (medici veterinari, biologi, biologi marini) che si adoperano gratuitamente nelle molteplici attività di ricerca, raccolta dati, divulgazione e sensibilizzazione. Ogni anno grazie al loro intervento vengono salvati e rilasciati in mare centinaia di esemplari.

BIO

Carlo Lombardi (1988) realizza progetti indipendenti a lungo termine esplorando le possibilità offerte dalla fotografia, dal video e dal suono. La sua ricerca si evolve attraverso l'osservazione dei dettagli e delle atmosfere che rivelano realtà nascoste legate a problematiche ambientali. Il suo approccio, focalizzato sulla rimozione, consente alle immagini lo spazio necessario per un'interpretazione più ampia. Il suo interesse si concentra sugli ecosistemi naturali minacciati dall'uomo e sull'esplorazione degli equilibri dinamici di convivenza tra organismi viventi e materia non vivente.

I suoi progetti sono stati pubblicati sul British Journal of Photography, IO Donna - Corriere della Sera e Der Greif Magazin. Il suo lavoro è stato e sarà esposto in diversi festival di fotografia che includono: Hamburg Triennale, Festival della Fotografia Etica, FotoLeggendo, Fotofestiwal Lodtz, Boutographie, Festival della Fotografia Europea ecc.


Inaugurazione


venerdì 8 giugno ore 18.00

Nelle tre giornate inaugurali le mostre osserveranno il seguente orario: venerdì 8 giugno, dalle 18 alle 22, sabato 9 e domenica 10 giugno, dalle 10 alle 22.

Orari


Dall' 11 al 28 giugno 2018
dal martedì al sabato

dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30
sabato 15.30 alle 19.30

domenica chiuso

Spazio


Officine Fotografiche Roma

via Giuseppe Libetta, 1, 00154 Roma