Andrea Petrosino

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Case Parcheggio

Di Andrea Petrosino

Le Case Parcheggio furono costruite nel 1980 nel quartiere Tamburi di Taranto, noto per la sua vicinanza all’Ilva, il polo siderurgico più grande d’Italia ed una tra le industrie più inquinanti d’Europa.

Nate per collocare gli sfollati della Città Vecchia in seguito al terremoto in Irpinia, le Case Parcheggio sarebbero dovute rimanere in piedi per pochi mesi, in attesa di essere sostituite da alloggi a norma di legge.

Sono passati quasi quarant’anni, ma quelle case costruite con grandi quantità di catrame e amianto, senza un sistema fognario adeguato, sono ancora lì, a pochi passi dal cimitero comunale e dal gigante siderurgico che si staglia prepotente sullo sfondo.

La polvere di minerale utilizzato per produrre acciaio, trasportata dal vento, viene incessantemente respirata dagli abitanti del posto. Si parla spesso a Taranto dei “Wind days”, giorni in cui il vento che soffia da nord spinge le polveri dell'Ilva verso la città. Durante questi giorni si è invitati,attraverso ordinanze comunali, a non uscire e ad aerare i locali solo tra le 12 e le 18. Molte scuole della zona restano chiuse e i bambini non possono usufruire dei parchi gioco.

In pochissimi qui lavorano per l’Ilva. In compenso tutti hanno respirato e continuano a respirarne ogni giorno i veleni. Per tanti l’unica risposta all’indigenza, al rischio socio-sanitario e ambientale è la religione, la fede in Dio. Per chi ci riesce, un modo di rendere dignitosa la vita all’interno dei piccoli appartamenti è cercare di arredarli in maniera tale da nasconderne le pecche costruttive e abitative.

La completa assenza delle istituzioni statali e locali e lo stato di abbandono in cui versa il comprensorio hanno fatto sì che il fenomeno della criminalità in questa zona prendesse sempre più piede. A Taranto chi parla delle Case Parcheggio le descrive come un quartiere-ghetto, e molti tarantini non ne conoscono nemmeno l’esistenza.

Qui ho conosciuto persone che si sono trovate ad affrontare una vita che aveva poco o niente da offrire, se non il rischio di intraprendere la via dell’illegalità. Qui ho scoperto e vissuto umanità. Ed è questa umanità che ho voluto e che continuerò a raccontare.

BIO

Andrea Petrosino, nato a Taranto nel dicembre 1978, vive a Roma.
Si laurea in Scienze Politiche, e a 34 anni capisce che è attraverso la Fotografia che vuole raccontare l’umanità che incontra nel suo quotidiano.
Inizia a scattare da autodidatta e nel 2013 s’iscrive al Master di Fotogiornalismo, tenuto da Emiliano Mancuso, presso Officine Fotografiche Roma. Presso la stessa scuola prosegue il percorso formativo con Tiziana Faraoni e con Lina Pallotta. Dall’ottobre 2016 insegna Fotografia Base adOfficine Fotografiche Roma.

I suoi primi tre lavori a lungo termine “Loro”, “Circum” (secondo posto al Premio Tabò 2017) e “Case Parcheggio” sono stati scattati tra Roma e Taranto.

Da marzo 2017 sta portando avanti insieme ad Ornella Mazzola il racconto fotografico “Il Grande Cocomero”​


Inaugurazione


venerdì 8 giugno ore 18.00

Nelle tre giornate inaugurali le mostre osserveranno il seguente orario:

venerdì 8 giugno, dalle 18 alle 22, sabato 9 e domenica 10 giugno, dalle 10 alle 20.

Orari


dall'11 al 28 giugno dalle 10 alle 19

Spazio


Cowall

via Giuseppe Libetta 15/c