Claudia Marini | Interzone

Andrea Petrosino
24 maggio 2017
COSA | 001
23 maggio 2017


Ritratti senza passato 

a cura di Michele Corleone 

con la collaborazione di Collettivo Luce 

 

“Ritratti senza passato nasce dal mio amore per le fotografie dimenticate, come naturale evoluzione del progetto precedente, Ritratti di città, una collezione di fotocollages composti con ritagli di fotografie acquistate nei mercatini delle pulci. Le fasi di lavoro che seguono questo primo progetto, mi hanno portata alla produzione di due serie di opere, che io sento molto simili, per quanto apparentemente forse molto diverse fra di loro.
A differenza di Ritratti di città, in cui il focus era posto sulle figure umane e sulle relazioni fra esse, in Ritratti senza passato la mia ricerca si è spostata sulla relazione fra figura e sfondo o figura e ambiente. Anche nella Fotografia ritrattistica di fine Ottocento, il soggetto veniva ritratto davanti ad un fondale dipinto oppure all’interno di una scenografia, creando un dialogo fra diversi livelli, di finzione e di realtà. Quel fondale o quella scenografia diventavano in quel momento il contesto del soggetto.
Da una prima fase di lavoro in cui ho sovrapposto più livelli di fotografie (una figura sopra ad uno sfondo), sono passata alla creazione di veri e propri “teatrini” tridimensionali che raccolgono i frammenti di foto singole collocate in uno spazio fisico capace di ridonar loro una logica della terza dimensione. Utilizzando materiale fotografico vernacolare di varia natura, i diversi soggetti vengono posti su vari piani di profondità ricreando una sorta di nuova realtà da fotografare nata dal riutilizzo di stralci ricomposti di fotografie dimenticate. Queste rappresentazioni tridimensionali costituiscono il soggetto del mio fotografare, il “teatrino” esiste per essere fotografato, poi viene distrutto.
L’accostamento tra i vari elementi, tra le figure e lo sfondo, è dettato dalla ricerca di un equilibrio formale dell'immagine nuova. A volte esso è coerente, sul piano dei significati, altre volte lo è solo illusoriamente e crea così uno sfasamento percettivo, dove l’immagine è ancora percepita come ‘funzionante’, anche se illogica.
La relazione tra scenografia, Personaggi e drammaturgia, danno vita ad ognuna di queste nuove immagini, per me nuove fotografie.
Le figure umane ritratte, da fantasmi di un’umanità dimenticata, divengono Personaggi che appartengono al tempo presente, al qui e ora dello sguardo e della rappresentazione.
In fondo, la mia necessità di fotografare è la necessità di raccontare storie.

BIO

Claudia Marini si occupa di fotografia dal 1993, seguendo ogni passaggio della creazione di un'immagine fotografica, dalla fase della ripresa, allo sviluppo e poi alla stampa. Nel 2001 comincia a specializzarsi in fotografia di architettura e di interni, utilizzando il medio e il grande formato di pellicole e attrezzature pesanti a banco ottico. 

Ha collaborato con diverse riviste, editori e con diversi enti pubblici e privati per progetti editoriali. 

La sua ricerca artistica, che si sviluppa sempre su base progettuale, è narrativa e comprende sempre una serie di immagini. La modalità utilizzata per unire fra di loro le fotografie ha sempre a che fare con il progetto di cui sono parte in maniera drammaturgica. Da sempre indaga il ritratto, come racconto di vita, come identità biografica, ma anche nella sua stretta relazione con i luoghi. 

Inaugurazione

Martedì 6 giugno, ore 19.00

 

Spazio

Interzone Galleria

via Avellino, 5 00176 Roma

 

Orari

dal 6 al 30 giugno 2017
da martedì a venerdì dalle 15 alle 20 -
sabato su appuntamento